Esistono diversi termini spesso utilizzati in modo intercambiabile, ma che in realtà hanno differenze importanti sia nel significato, sia nel loro concreto ambito di applicazione. Essere consapevoli e capire a fondo queste distinzioni è fondamentale per orientarsi nel panorama delle organizzazioni sociali e del volontariato. In questo articolo vedremo qual è la differenza tra Terzo Settore e non profit, che è diverso dal no profit, seppur spesso utilizzati come sinonimi.
Facciamo chiarezza.
Cos’è il Terzo Settore?
Con il termine “Terzo Settore” si intende l’insieme di enti privati, diversi dalle società, che sono stati costituiti per perseguire, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, e iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS).
In Italia, è regolamentato dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017 in Gazzetta Ufficiale), che ne fornisce una descrizione dettagliata, con caratteristiche e finalità, oltre a elencare quali sono gli enti del Terzo Settore:
- Organizzazioni di volontariato (ODV)
- Associazioni di promozione sociale (APS)
- Enti filantropici
- Imprese sociali
- Cooperative sociali
- Reti associative
- Società di mutuo soccorso
- Altri enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)
La riforma del Terzo Settore
La riforma del Terzo Settore, avviata con la Legge 106/2016, entrata in vigore il 3 luglio del 2016, e completata con il Codice del Terzo Settore, in vigore dal 3 agosto 2017, ha totalmente riorganizzato l’assetto normativo del Terzo Settore.
In particolare, la riforma ha introdotto e definito elementi chiave per determinare quali sono gli enti del Terzo Settore. Primi fra tutti, l’iscrizione al RUNTS, il Registro Unico Nazionale, e la definizione di criteri precisi, stringenti, per identificare questi enti.
In secondo luogo ha inserito l’obbligo di una più accurata rendicontazione e, quindi, di trasparenza nel perseguimento del ruolo sociale, anche per accedere ai vantaggi fiscali previsti.
No profit e non profit: sono sinonimi?
I termini “no profit” e “non profit” sono tra i più intercambiati, ma sono davvero sinonimi?
No, presentano significati e sfumature diverse. Ecco perché prima di comprendere la differenza tra Terzo Settore e non profit, riteniamo opportuno chiarire bene cosa indicano no profit e non profit.
Cosa significa “Non profit”
Questo termine – con la enne finale – deriva dall’inglese “not-for-profit” e indica organizzazioni che producono profitto, ma il profitto non è il loro obiettivo principale.
Quindi enti senza scopo di lucro che sono in grado di generare degli utili e che, rendicontandoli con trasparenza, li reinvestono nelle attività per finalità solidaristiche e /o sociali.
Tra i partner di Cooperà, sono organizzazioni non profit: la cooperativa Nuova Neuro di Racconigi (CN), la cooperativa Involo di Manta (CN), la cooperativa Voci Erranti di Racconigi (CN) e l’associazione Karmadonne di Carmagnola (TO).
Cosa vuol dire “No profit”
Come evidenziato anche dall’Accademia della Crusca, il termine “no profit”, seppur utilizzato come sinonimo di non profit, nella sua variante italiana rivela una sfumatura linguistica di avversità e opposizione: un intento consapevole di rifiuto del profitto.
Sono enti no profit, quindi, quelli che beneficiano in via esclusiva di donazioni esterne volontarie, e svolgono attività per il solo obiettivo solidaristico. Generalmente hanno una struttura organizzativa più informale, per lo più costituita da volontari, e non distribuiscono utili.
Qual è la differenza tra Terzo Settore e non profit
Adesso che abbiamo definito meglio i termini, le loro definizioni e caratteristiche, vediamo qual è quindi la differenza tra Terzo Settore e non profit.
Alla luce di quanto riportato, potremmo dire che gli enti del Terzo Settore sono per definizione non profit, quindi senza scopo di lucro, ma possono scegliere di essere no profit, in base alla forma giuridica con cui si costituiscono e all’intento che scelgono di perseguire.
Tuttavia, è importante sottolineare che non tutte le organizzazioni non profit o no profit fanno parte del Terzo Settore. Infatti devono essere rispettati gli obblighi e le finalità definite dal Codice del Terzo Settore e dev’esserci l’iscrizione al RUNTS.
In conclusione, possiamo dire che il Terzo Settore rappresenta un ambito specifico e regolamentato dalla legge italiana costituito da enti privati senza scopo di lucro. I concetti di non profit e no profit fanno riferimento a delle modalità operative e a delle “filosofie di gestione” delle organizzazioni.
Comprendere la differenza tra Terzo Settore e non profit, e usare propriamente questi termini, è fondamentale per fare cultura, condividere consapevolezza, ma lo è ancora di più se gestisci o stai pensando di avviare un’organizzazione che vive di questa materia.