Cos’è una comunità energetica rinnovabile?

Cos'è una comunità energetica rinnovabile?

Ne hai sentito parlare e ti stai chiedendo cos’è una comunità energetica rinnovabile?
In questo articolo approfondiremo:

  • cosa sono le CER e che obiettivi hanno;
  • come funzionano e quali vantaggi possono garantire;
  • da quali normative sono regolamentate.

Cos’è una comunità energetica rinnovabile?

Le CER, così vengono abbreviate le comunità energetiche rinnovabili, sono un modello virtuoso di produzione, condivisione e gestione dell’energia elettrica e termica che coinvolge le comunità locali. 

In particolare, nel rispetto delle normative di riferimento da cui è regolamentata, una comunità energetica rinnovabile permette ai cittadini, alle attività commerciali e ad altri soggetti situati su un territorio comune di unirsi per produrre, consumare, condividere e vendere energia da fonti rinnovabili.

L’obiettivo principale è favorire l’autosufficienza energetica delle comunità locali, riducendo o tagliando la dipendenza dalle grandi aziende di fornitura dei servizi e dalle reti di distribuzione nazionali.

Una comunità energetica rinnovabile va costituita legalmente, con una propria autonomia giuridica, sotto forma di associazione (riconosciuta o non), cooperativa, fondazione, consorzio, impresa sociale senza scopo di lucro etc. Deve pertanto essere munita di un atto costitutivo e di uno statuto.

Ma come funziona nel concreto?

Come funzionano le comunità energetiche rinnovabili

Il modello CER ha quattro punti cardine imprescindibili:

  1. Generazione di energia da fonti rinnovabili: si installano dei pannelli solari, degli impianti eolici, biomasse etc., ovvero impianti di energia elettrica e termica dati in gestione alla comunità locale.
  2. Condivisione della produzione: per ottimizzare l’autoconsumo, l’energia generata viene condivisa e distribuita tra i membri della comunità, grazie a una rete di distribuzione locale.
  3. Scambio di energia con la rete: nel caso di eccedenze di produzione può avvenire uno scambio con la rete elettrica nazionale, così come, nell’evenienza di un fabbisogno maggiore rispetto all’energia prodotta, è possibile acquistare dalla rete.
  4. Gestione condivisa e attiva: i membri della comunità energetica prendono diverse decisioni collettive, ad esempio sugli investimenti, sulla distribuzione dei benefici e sulle regole condivise a cui attenersi.

I vantaggi più importanti di una CER

Questo tipo di gestione dell’energia elettrica e/o termica assicura importanti vantaggi e benefici a chi ne usufruisce e, più in generale, anche al pianeta.

Innanzitutto consente di avere un maggior controllo sull’approvvigionamento energetico, quindi di ridurre gli sprechi e fronteggiare eventuali criticità della rete in modo più rapido e proattivo, ripristinando velocemente la fornitura ed evitando disservizi e discontinuità. Garantisce più indipendenza.

Poi permette di abbattere i costi per i singoli cittadini e per le imprese che vi aderiscono. Il risparmio deriva in particolare da: eliminazione degli oneri di sistema dalle bollette, gestione degli investimenti condivisi, costi di distribuzione e trasmissione dimezzati.

Infine una comunità energetica rinnovabile consente di contribuire alla transizione energetica e alla lotta al cambiamento climatico, poiché, grazie all’energia pulita proveniente da fonti rinnovabili, si riducono l’emissione di gas serra e gli impatti ambientali correlati alla produzione, al trasporto e al consumo di energia.

A livello di comunità si sviluppa un modello di sensibilizzazione e azione concreta virtuoso, basato sulla responsabilità e la maggior consapevolezza di ciascuno dei membri e di comportamenti e stili di vita più sostenibili, a livello ambientale ed economico.

Il quadro normativo di riferimento

Per conoscere cos’è una comunità energetica rinnovabile, è necessario approfondire il quadro normativo di riferimento. In Italia, le CER sono regolamentate dal Decreto Legislativo 199/2021, articolo 31 in Gazzetta Ufficiale.

Secondo questa normativa, una comunità energetica rinnovabile deve attenersi a:

  • avere come obiettivo principale quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi soci, ai suoi membri o alle aree locali, e non quello di ottenere profitti finanziari;
  • essere un soggetto di diritto autonomo in cui l’esercizio dei poteri di controllo fa capo  esclusivamente a persone fisiche, PMI, enti territoriali e autorità locali;
  • nel caso delle imprese, la comunità energetica rinnovabile non può essere l’attività industriale e commerciale principale; 
  • rispettare la partecipazione aperta alle CER per tutti i consumatori, compresi quelli appartenenti a famiglie a basso reddito o vulnerabili.

All’articolo 5 del Decreto legislativo 199/2021 è invece regolamentato l’accesso agli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili in Italia.

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