Cos’è il bilancio di sostenibilità?

Cos'è il bilancio di sostenibilità e per chi è obbligatorio.

Negli ultimi anni, il bilancio di sostenibilità è diventato uno strumento essenziale per aziende, enti pubblici e organizzazioni del terzo settore. Non si tratta solo di una tendenza: redigerlo significa rendicontare in modo trasparente gli impatti ambientali, sociali ed economici delle proprie attività, costruendo fiducia con stakeholder e comunità. In un contesto normativo in evoluzione, comprendere cos’è il bilancio di sostenibilità, come si fa e perché conviene è oggi una priorità per chi vuole essere parte attiva nel cambiamento sostenibile.

Il quadro normativo di riferimento

A livello europeo, le aziende devono iniziare a raccontare in modo più chiaro e completo cosa fanno per l’ambiente, la società e il rispetto dei diritti umani. Questo racconto si chiama bilancio di sostenibilità ed è regolato da una nuova legge chiamata CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), in vigore dal 2023. Questa nuova regola sostituisce una legge precedente (NFRD) ed è più severa e dettagliata.

In Italia, le regole della CSRD sono ancora in fase di adattamento, ma già dal 2017 esiste una norma, il Decreto Legislativo 254/2016, che obbliga le grandi aziende a pubblicare ogni anno un documento in cui spiegano il loro impatto sull’ambiente, sulle persone e sul territorio.

Con le nuove regole europee, anche le aziende di medie dimensioni, e in futuro le piccole imprese e le organizzazioni no profit, dovranno preparare un bilancio di sostenibilità. L’obiettivo è quello di usare criteri comuni e chiari per tutti, così da rendere queste informazioni più trasparenti e confrontabili.

NFRD del Parlamento Europeo

Direttiva 2014/95/UE (Non-Financial Reporting Directive – NFRD): questa direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni.

CSRD del Parlamento Europeo

Direttiva (UE) 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD): questa direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, modifica il regolamento (UE) n. 537/2014, la direttiva 2004/109/CE, la direttiva 2006/43/CE e la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la rendicontazione societaria di sostenibilità.

Decreto Legislativo 254/2016 in Italia

Decreto Legislativo 30 dicembre 2016, n. 254: questo decreto italiano attua la direttiva 2014/95/UE, introducendo l’obbligo di comunicazione di informazioni di carattere non finanziario per determinate imprese e gruppi di grandi dimensioni.

Il bilancio di sostenibilità è obbligatorio?

Attualmente, in Italia, l’obbligo di redigere e pubblicare un bilancio di sostenibilità riguarda principalmente alcune categorie di soggetti economici. In particolare, devono rispettare questo obbligo:

• Le imprese quotate in borsa, le banche e le compagnie di assicurazione che impiegano più di 500 dipendenti;
• Gli enti che superano determinati parametri economici, come un alto volume di fatturato e un valore elevato del totale dell’attivo patrimoniale, come stabilito dal Decreto Legislativo 254/2016 e dal D.lgs. 125/2024

Tuttavia, il quadro normativo è in evoluzione. Con l’entrata in vigore della nuova Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) a livello europeo, l’obbligo verrà progressivamente esteso ad altre categorie di imprese.

A partire dal 2026, infatti, dovranno adeguarsi anche le piccole e medie imprese quotate in borsa e i grandi enti del Terzo Settore, segnando un passaggio importante verso una rendicontazione più inclusiva e capillare.

L’introduzione e l’estensione di questi obblighi risponde all’esigenza di aumentare la trasparenza delle attività economiche e sociali, promuovere la sostenibilità ambientale e sociale, e rafforzare la fiducia dei cittadini, degli investitori e di tutti gli stakeholder nei confronti delle organizzazioni che operano sul territorio. 

Rendere pubblici i propri impatti non finanziari – come le politiche ambientali, le relazioni con i dipendenti, il rispetto dei diritti umani – permette alle imprese di essere valutate non solo in base ai risultati economici, ma anche in base al loro contributo al benessere collettivo.

Bilancio di sostenibilità e criteri ESG: la differenza con il bilancio economico-finanziario tradizionale.

Il bilancio di sostenibilità rappresenta uno strumento fondamentale per valutare la responsabilità e l’etica di un’organizzazione.

Che cos’è il bilancio di sostenibilità

Ora che abbiamo approfondito le normative di riferimento, vediamo che cos’è il bilancio di sostenibilità e in che modo si differenzia da quello economico-finanziario più tradizionale.

Il bilancio di sostenibilità è un documento strategico sempre più importante per imprese, enti pubblici e organizzazioni del Terzo Settore. La sua funzione è quella di integrare le informazioni economiche tradizionali con dati e analisi relativi agli aspetti ambientali, sociali e di governance – comunemente noti come criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

In altre parole, non si limita a dire quanto un’organizzazione guadagna o spende, ma racconta come opera, quali sono i suoi impatti non finanziari, e quali valori guida orientano le sue scelte.

Secondo la definizione normativa, il bilancio di sostenibilità è una forma di rendicontazione non finanziaria che descrive in modo trasparente e documentato l’impatto delle attività dell’organizzazione sull’ambiente naturale, sulla società, sulle persone e sulle relazioni con gli stakeholder. Questo tipo di rendicontazione aiuta a misurare la coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le azioni concrete messe in campo.

La differenza con il bilancio economico-finanziario

A differenza del bilancio economico-finanziario tradizionale, che si concentra su costi, ricavi, utile e patrimonio, il bilancio di sostenibilità prende in considerazione una gamma più ampia di elementi, tra cui:

Performance ambientali: come la quantità di emissioni di CO₂, il consumo di energia e acqua, la gestione dei rifiuti, l’adozione di energie rinnovabili e le iniziative per la protezione del clima e lo sviluppo dell’economia circolare.

Performance sociali: che includono il benessere e la sicurezza dei lavoratori, le politiche di inclusione e parità di genere, la formazione del personale, i diritti umani, la qualità delle relazioni interne.

Aspetti relazionali e territoriali: come il dialogo con la comunità locale, la trasparenza con i clienti, il coinvolgimento degli stakeholder e l’impatto positivo o negativo sul tessuto sociale del territorio in cui l’organizzazione opera.

In sintesi, il bilancio di sostenibilità rappresenta uno strumento fondamentale per valutare la responsabilità e l’etica di un’organizzazione, non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello umano, sociale e ambientale. Redigerlo significa assumersi un impegno pubblico verso la sostenibilità a lungo termine e la creazione di valore condiviso.

Ora che conosci meglio che cos’è il bilancio di sostenibilità, ti consigliamo di approfondire come si fa un bilancio di sostenibilità, cosa deve includere e come dev’essere presentato.